Road Not Taken is a roguelike puzzle game about surviving life’s surprises. You play as a ranger adventuring through a vast, unforgiving forest in the aftermath of a brutal winter storm, rescuing children who have lost their way.
Valutazione degli utenti:
Complessivamente:
Molto positiva (232 recensioni) - 232 recensioni degli utenti (84%) per questo gioco sono positive.
Data di rilascio: 5 ago 2014

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Recensioni

“It looks like a cute fairy tale, but this is a turn-based game that’s thorny with challenge and packed with an incredible number of gameplay secrets.”
Should you play this game: YES – Kotaku

“Road Not Taken is the cutest catalyst for an existential crisis I've ever encountered”
4.5 out of 5 – Joystiq

“It’s as mean as life, as cruel as the universe, and it still manages to be one of the most intriguing and moving titles released this year.”
90 out of 100 – GamesBeat

Informazioni sul gioco

Road Not Taken è un rompicapo roguelike che strizza l'occhio agli imprevisti della vita. Interpreterai il ruolo di un guardaboschi a cui viene affidato il compito di addentrarsi in un'enorme e pericolosa foresta per salvare i bambini perduti dopo una violenta tempesta di neve. I livelli generati proceduralmente offrono infinite sfide e possibilità di esplorazione. Le tue azioni influiranno non solo sulla tua storia personale, ma anche sul villaggio a cui appartieni e sui suoi abitanti, con i quali stabilirai rapporti di amicizia.

Ogni partita di Road Not Taken offre una storia diversa. Il percorso scelto cambierà e le relazioni intraprese prenderanno svolte inaspettate, proprio come nella vita reale.

Gli abitanti di Road Not Taken credono che la vita segua un percorso ideale: la brava gente trova lavoro, si innamora e mette al mondo dei figli. Tu, però, non seguirai questo percorso. Riuscirai a trovare la tua vocazione?

Una nuova strada a ogni partita

In Road Not Taken nessun percorso porta alla stessa destinazione. I sentieri cambieranno, le relazioni intraprese prenderanno svolte inaspettate e sarai tu a decidere la la storia scritta via via da ciascuna delle tue azioni. Ogni partita offre incontri con nuove e originali creature, segreti e oggetti da scoprire, abitanti con cui instaurare relazioni e ambienti ricchi di diabolici enigmi da risolvere.

Cervello, non muscoli

Il tuo personaggio ha l'abilità magica di spostare gli oggetti facendoli levitare. Dovrai capire come usare i tuoi talenti in modo strategico per aggirare o sconfiggere una serie di creature pericolose, ostacoli e boss.

Perditi nella natura selvaggia

Road Not Taken si avvale di un'artistica grafica in 2D, splendidi sprite e una suggestiva colonna sonora. Ogni enigma è una sfida che coinvolge esplorazione e strategia e che costringe il giocatore a pensare prima di compiere un solo passo.

Requisiti di sistema

Windows
Mac OS X
    Minimi:
    • Sistema operativo: Windows XP
    • Memoria: 2 GB di RAM
    Consigliati:
    • Sistema operativo: Windows 7
    • Memoria: 6 GB di RAM
    Minimi:
    • Sistema operativo: Mac OS X v10.6 or later
    • Memoria: 2 GB di RAM
    Consigliati:
    • Sistema operativo: Mac OS X v10.6 or later
    • Memoria: 6 GB di RAM
Recensioni dei giocatori
Sistema delle recensioni degli utenti aggiornato! Ulteriori informazioni
Complessivamente:
Molto positiva (232 recensioni)
Pubblicate di recente
collateral59
6.4 hrs
Pubblicata: 9 aprile 2015
Roguelike con sentimento.
8/10
ColeBlack7
10.5 hrs
Pubblicata: 6 agosto 2014
Road Not Taken è un piccolo grande gioco, che si diverte a imitare quel piccolo grande gioco che è l’esistenza. Affascinante, imprevedibile e piena di insidie, quel grande mistero che è la vita catapulta ognuno di noi in storie simili ma sempre diverse, in cui dobbiamo far scelte di cui spesso comprendiamo le conseguenze solo dopo molto tempo, sacrifici più o meno obbligati e azioni che sanno un po’ di Bene, un po’ di Male e tanto di entrambe.

Volendo inquadrarlo in quelle macrocategorie che chiamiamo “generi”, Road Not Taken è un puzzle con numerosi elementi di roguelike: da questi ultimi eredita la sua articolazione in livelli creati proceduralmente, il permadeath e un livello di difficoltà decisamente alto. Tanto che più di una volta, provandolo, ho pensato di essere davanti al Dark Souls dei puzzle game. E non credo sia un paragone tanto sfrontato.
Proprio come il capolavoro From Software, sì può dire che il titolo Spry Fox si basa su meccaniche all’apparenza semplici, che garantiscono però un’inaspettata profondità: basta un solo pulsante per fare tutto, in Road Not Taken, ma sono le idee e non il numero di comandi a rendere complesso il gioco senza complicarlo inutilmente. Ma procediamo con calma.
Il gioco ci cala nelle vesti di un ranger che, in seguito a diverse peripezie, viene soccorso da un pescatore un po’ panciuto e condotto in un piccolo e ameno villaggio, che basa interamente la sua economia sulla raccolta di bacche. Il problema nasce dal fatto che tale prezioso compito sia svolto da una forza lavoro composta esclusivamente da piccoli bambini che, ogni inverno, tendono a perdersi nel bosco a causa di spiritelli cattivi. Tocca a noi ricondurli alle loro mamme, sia per salvarli dal triste destino, sia perché è il prezzo da pagare per avere vitto e alloggio gratis dal cinico sindaco del villaggio.

Il piccolo ranger, nel suo compito di recupero, può fare affidamento solo sul suo bastone magico e il suo potere di sollevare gli oggetti che lo circondano, per poi lanciarli dritti nella loro traiettoria su livelli organizzati secondo scacchiere. Far levitare animali, arbusti e cose non costa nulla, ma trascinarli – manovra necessaria per sfuggire agli spazi più angusti – vuol dire far diminuire la propria riserva di energia che, una volta arrivata allo zero, decreta la vostra morte. E morire, in Road Not Taken, vuol dire ricominciare tutto dal principio, a meno di aver sacrificato alcune risorse in speciali altari. “Sacrificare”, ecco la parola chiave: per ottenere risorse ed energia bisogna salvare i bambini, ma salvare i bambini richiede energia. Quanto incedere nell’operazione di recupero? Quando invece arrendersi e lasciar morire piccoli innocenti per poter vivere un altro anno? Ogni livello di Road Not Taken vi costringerà a prendere decisioni di questo tipo, lasciandovi addosso sempre la sensazione che forse potevate fare di più, o che forse avete sprecato inutilmente forze vitali.

Il tempo e la morte sono fattori chiave, nel gioco Spry Fox. Perché la Falce prima o poi viene sempre a bussare alla porta del piccolo ranger. Dopo quindici inverni, corrispondenti ad altrettanti anni e ad altrettanti stage di gioco, sarà inevitabilmente Game Over. E solo allora scoprirete che in Road Not Taken il vero scopo del gioco non è semplicemente soccorrere vite innocenti, ma lasciare un bel ricordo di sé. Perché, come diceva Foscolo, “sol chi non lascia eredità d’affetti, poca gioia ha dell’urna”.

Nel piccolo paesino splendidamente dipinto dagli sviluppatori, infatti, troverete sempre una manciata di personaggi anche loro generati proceduralmente, ma sempre pronti ad interagire con voi. Ed ecco che dopo il tempo e la morte, emerge la terza dimensione del bidimensionale videogioco: quella del dono. Il rinunciare – ancora una volta, il sacrificio – a qualcosa per darla a un altro, per ricevere qualcosa, al fine di instaurare legami. Così costruirete rapporti di fiducia e, perché no, anche amorosi, con le altre piccole vite presenti nel villaggio. Ogni regalo vi frutterà una ricompensa, che sia sotto forma di Amuleti, (particolari oggetti in grado di agevolare o meno le vostre avventure), energia vitale addizionele o conoscenza. Recuperare segreti e scoprire combinazioni di oggetti costituisce uno dei vari modi per aumentare il punteggio di fine partita.

Nel tentativo di condurre i bambini alle loro mamme, infatti, sarà necessario combinare i diversi animali, spiriti e oggetti per agevolarvi il percorso; allo stesso modo, per passare da una zona all’altra della foresta il ranger dovrà abbinare un certo quantitativo di oggetti simili, al fine di liberare l’accesso dalla magica barriera di pietre che lo confina dalle altre aree. Se i primi anni scorreranno facili e senza particolari difficoltà, ben presto l’alto tasso di difficoltà si farà sentire e sarà necessario padroneggiare perfettamente tutte le tecniche a disposizione, compresa la facoltà di teletrasportarsi alla prima area della foresta, anche solo per salvare la metà di tutti i bambini perduti. Perché se anche solo una volta il ranger scende sotto questo “par”, la Morte verrà a bussare prematuramente.

Mi confesso: scrivere di un gioco come Road Not Taken non è stato per niente facile. La bontà dell’aspetto squisitamente videoludico, dalla splendida direzione artistica alle buone meccaniche platform, si accompagna ad aspetti extraludici altrettanto importanti per valutare un titolo in cui gli elementi estranei alla dimensione “giocosa” vera e propria costituiscono sostanza e non puro orpello. Potrei continuare a far scorrere il gran lungo fiume di parole dicendovi di quanto il sonoro sia decisamente sottotono, o di quanto la “proceduralità” dei livelli genera alcuni stage che sono più frustranti che impegnativi; ma Road Not Taken è più che un semplice videogame, è una piccola esperienza ricca di luci e ombre mai nette, ma sempre sfumate e ambigue. Un titolo che sconsiglio solo a coloro che non riescono in alcun modo ad affrontare difficoltà molto aspre.

Road Not Taken vi farà disperare, urlare di rabbia, vi delizierà con tanti piccoli tocchi, vi intenerirà con i suoi personaggi, vi opprimerà, vi commuoverà; è un viaggio difficile, pieno di sacrifici, impervio e ostico, ma che merita di essere percorso fino in fondo. Un po’ come la vita, a ben vedere.

[Liberamente tratto dalla mia recensione su The Shelter Network: http://theshelternetwork.com/road-not-taken-recensione/]

Recensioni più utili  Complessivamente
15 persone su 18 (83%) hanno trovato questa recensione utile
Consigliato
10.5 ore in totale
Pubblicata: 6 agosto 2014
Road Not Taken è un piccolo grande gioco, che si diverte a imitare quel piccolo grande gioco che è l’esistenza. Affascinante, imprevedibile e piena di insidie, quel grande mistero che è la vita catapulta ognuno di noi in storie simili ma sempre diverse, in cui dobbiamo far scelte di cui spesso comprendiamo le conseguenze solo dopo molto tempo, sacrifici più o meno obbligati e azioni che sanno un po’ di Bene, un po’ di Male e tanto di entrambe.

Volendo inquadrarlo in quelle macrocategorie che chiamiamo “generi”, Road Not Taken è un puzzle con numerosi elementi di roguelike: da questi ultimi eredita la sua articolazione in livelli creati proceduralmente, il permadeath e un livello di difficoltà decisamente alto. Tanto che più di una volta, provandolo, ho pensato di essere davanti al Dark Souls dei puzzle game. E non credo sia un paragone tanto sfrontato.
Proprio come il capolavoro From Software, sì può dire che il titolo Spry Fox si basa su meccaniche all’apparenza semplici, che garantiscono però un’inaspettata profondità: basta un solo pulsante per fare tutto, in Road Not Taken, ma sono le idee e non il numero di comandi a rendere complesso il gioco senza complicarlo inutilmente. Ma procediamo con calma.
Il gioco ci cala nelle vesti di un ranger che, in seguito a diverse peripezie, viene soccorso da un pescatore un po’ panciuto e condotto in un piccolo e ameno villaggio, che basa interamente la sua economia sulla raccolta di bacche. Il problema nasce dal fatto che tale prezioso compito sia svolto da una forza lavoro composta esclusivamente da piccoli bambini che, ogni inverno, tendono a perdersi nel bosco a causa di spiritelli cattivi. Tocca a noi ricondurli alle loro mamme, sia per salvarli dal triste destino, sia perché è il prezzo da pagare per avere vitto e alloggio gratis dal cinico sindaco del villaggio.

Il piccolo ranger, nel suo compito di recupero, può fare affidamento solo sul suo bastone magico e il suo potere di sollevare gli oggetti che lo circondano, per poi lanciarli dritti nella loro traiettoria su livelli organizzati secondo scacchiere. Far levitare animali, arbusti e cose non costa nulla, ma trascinarli – manovra necessaria per sfuggire agli spazi più angusti – vuol dire far diminuire la propria riserva di energia che, una volta arrivata allo zero, decreta la vostra morte. E morire, in Road Not Taken, vuol dire ricominciare tutto dal principio, a meno di aver sacrificato alcune risorse in speciali altari. “Sacrificare”, ecco la parola chiave: per ottenere risorse ed energia bisogna salvare i bambini, ma salvare i bambini richiede energia. Quanto incedere nell’operazione di recupero? Quando invece arrendersi e lasciar morire piccoli innocenti per poter vivere un altro anno? Ogni livello di Road Not Taken vi costringerà a prendere decisioni di questo tipo, lasciandovi addosso sempre la sensazione che forse potevate fare di più, o che forse avete sprecato inutilmente forze vitali.

Il tempo e la morte sono fattori chiave, nel gioco Spry Fox. Perché la Falce prima o poi viene sempre a bussare alla porta del piccolo ranger. Dopo quindici inverni, corrispondenti ad altrettanti anni e ad altrettanti stage di gioco, sarà inevitabilmente Game Over. E solo allora scoprirete che in Road Not Taken il vero scopo del gioco non è semplicemente soccorrere vite innocenti, ma lasciare un bel ricordo di sé. Perché, come diceva Foscolo, “sol chi non lascia eredità d’affetti, poca gioia ha dell’urna”.

Nel piccolo paesino splendidamente dipinto dagli sviluppatori, infatti, troverete sempre una manciata di personaggi anche loro generati proceduralmente, ma sempre pronti ad interagire con voi. Ed ecco che dopo il tempo e la morte, emerge la terza dimensione del bidimensionale videogioco: quella del dono. Il rinunciare – ancora una volta, il sacrificio – a qualcosa per darla a un altro, per ricevere qualcosa, al fine di instaurare legami. Così costruirete rapporti di fiducia e, perché no, anche amorosi, con le altre piccole vite presenti nel villaggio. Ogni regalo vi frutterà una ricompensa, che sia sotto forma di Amuleti, (particolari oggetti in grado di agevolare o meno le vostre avventure), energia vitale addizionele o conoscenza. Recuperare segreti e scoprire combinazioni di oggetti costituisce uno dei vari modi per aumentare il punteggio di fine partita.

Nel tentativo di condurre i bambini alle loro mamme, infatti, sarà necessario combinare i diversi animali, spiriti e oggetti per agevolarvi il percorso; allo stesso modo, per passare da una zona all’altra della foresta il ranger dovrà abbinare un certo quantitativo di oggetti simili, al fine di liberare l’accesso dalla magica barriera di pietre che lo confina dalle altre aree. Se i primi anni scorreranno facili e senza particolari difficoltà, ben presto l’alto tasso di difficoltà si farà sentire e sarà necessario padroneggiare perfettamente tutte le tecniche a disposizione, compresa la facoltà di teletrasportarsi alla prima area della foresta, anche solo per salvare la metà di tutti i bambini perduti. Perché se anche solo una volta il ranger scende sotto questo “par”, la Morte verrà a bussare prematuramente.

Mi confesso: scrivere di un gioco come Road Not Taken non è stato per niente facile. La bontà dell’aspetto squisitamente videoludico, dalla splendida direzione artistica alle buone meccaniche platform, si accompagna ad aspetti extraludici altrettanto importanti per valutare un titolo in cui gli elementi estranei alla dimensione “giocosa” vera e propria costituiscono sostanza e non puro orpello. Potrei continuare a far scorrere il gran lungo fiume di parole dicendovi di quanto il sonoro sia decisamente sottotono, o di quanto la “proceduralità” dei livelli genera alcuni stage che sono più frustranti che impegnativi; ma Road Not Taken è più che un semplice videogame, è una piccola esperienza ricca di luci e ombre mai nette, ma sempre sfumate e ambigue. Un titolo che sconsiglio solo a coloro che non riescono in alcun modo ad affrontare difficoltà molto aspre.

Road Not Taken vi farà disperare, urlare di rabbia, vi delizierà con tanti piccoli tocchi, vi intenerirà con i suoi personaggi, vi opprimerà, vi commuoverà; è un viaggio difficile, pieno di sacrifici, impervio e ostico, ma che merita di essere percorso fino in fondo. Un po’ come la vita, a ben vedere.

[Liberamente tratto dalla mia recensione su The Shelter Network: http://theshelternetwork.com/road-not-taken-recensione/]

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Consigliato
6.4 ore in totale
Pubblicata: 9 aprile 2015
Roguelike con sentimento.
8/10
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