Una sfida rompicapo elaborata combinata con una storia non convenzionale.
Valutazione degli utenti:
Complessivamente:
Nella media (526 recensioni) - 526 recensioni degli utenti (67%) per questo gioco sono positive.
Data di rilascio: 8 ago 2011

Accedi per aggiungere questo articolo alla tua lista dei desideri o per contrassegnarlo come articolo che non ti interessa

non disponibile in Italiano
Questo prodotto non è disponibile nella tua lingua. Prima di eseguire l'acquisto, controlla la lista delle lingue disponibili.

Acquista TRAUMA

 

Informazioni sul gioco

TRAUMA racconta la storia di una giovane donna sopravvissuta ad un incidente d'auto. Ricoverata all'ospedale, i sogni le chiariscono diversi aspetti della sua identità, tra cui come ha reagito alla perdita dei suoi genitori. TRAUMA ti consente di vivere quei sogni in modo interattivo, secondo una struttura che ricorda le Avventure Punta e Clicca. Il piano interattivo fa leva su un'interfaccia orientata ai gesti, su una tecnologia 3D in tempo reale per le schermate dinamiche dei livelli, su immagini fotografiche uniche nonché su una filosofia di progettazione dei livelli che si concentra sulla creazione di un'esperienza ricca piuttosto che una sfida rompicapo elaborata. Insieme alla storia non convenzionale, TRAUMA si propone come un gioco profondo per un pubblico colto e maturo.

Requisiti di sistema

Windows
Mac OS X
    • OS: Windows XP, Vista, 7
    • Processor:2.0 GHz Dual Core
    • Memory:2 GB RAM
    • DirectX®:5.0
    • Hard Drive:200 MB HD space
    • OS: OS X version Leopard 10.5.8, Snow Leopard 10.6.3, or later.
    • Processor:2.0 GHz Dual Core
    • Memory:2 GB RAM
    • Hard Drive:200 MB HD space
Recensioni dei giocatori
Sistema delle recensioni degli utenti aggiornato! Ulteriori informazioni
Complessivamente:
Nella media (526 recensioni)
Pubblicate di recente
Lucathegreat
0.1 hrs
Pubblicata: 16 ottobre 2015
Uhm, gioco strano e concettuale, a memoria uno dei primi di questo tipo (poi evoluti in Dear Esther e roba simile).
Comunque, la storia non è su PK o gli Evroniani, bensì su una tizia che ha un incidente in macchina ed è in ospedale, e durante la convalescenza fa questi strani sogni in cui cerca di raccogliere frammenti della propria memoria. Sì, è uno di quei giochi con le frasi a caso e la libera interpretazione.

Ci sono 4 livelli, ognuno formato da qualche decina di fotografie di un luogo. Cliccando nelle varie direzioni si passa a un'altra angolazione, un po' come in Google Maps. In ogni livello ci sono nascoste 9 polaroid, alcune con ricordi della tizia e altre con indizi riguardanti gli altri livelli. Durante il gioco si imparano anche dei glifi da tracciare col mouse, che servono sia a spostare la visuale (per scoprire magari angolazioni nuove) che a far succedere cose speciali se disegnati nel luogo giusto. Ogni livello ha un finale normale, più altri tre che possono essere ottenuti usando alcuni glifi su determinate schermate, e come detto gli indizi si trovano sulle polaroid negli altri livelli.

Non dura molto più di un'oretta scarsa (anche se Steam mi segna ben 5 minuti), forse qualcosa in più per ottenere tutti i finali (che sbloccano l'epilogo vero), ma niente di che. Visto che è così particolare è difficile da valutare o consigliare, ma a pochi centesimi diciamo di sì, l'uso delle fotografie è un esperimento curioso ma limitato, sarebbe stato interessante vederlo sviluppato meglio.
leo8493
0.5 hrs
Pubblicata: 15 ottobre 2015
lol
Demoncard
1.9 hrs
Pubblicata: 30 aprile 2015
Trauma è un esperimento videoludico nato a Colonia, Germania qualche anno fa come parte di una tesi universitaria. Si tratta, come qualcuno ha già fatto notare, di una specie di slideshow interattiva di foto rigorosamente notturne, con cappello e conclusioni di ciascun livello costruite tramite brevi filmati live action. Il giocatore si trova a muoversi nelle ricostruzioni fatte appunto a "istantanee" dei sogni ricorrenti di una giovane studentessa rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, durante la sua convalescenza in ospedale. Si è costretti, per giungere ai quattro finali di ciascuno dei quattro livelli onirici, a ragionare metaforicamente, e a interagire con gli elementi materiali dello scenario interpretandoli come simboli della psicologia della ragazza: evocativamente, oltre alle azioni di movimento, le modalità di interazione sono il taglio, il "gorgo" che risucchia intere parti delle foto, il marchio (un "timbro" personale") e la delineazione degli individui. Tramite queste quattro (di nuovo, non credo sia una coincidenza ma non riesco neanche a capire) possibilità la ragazza farà chiarezza nella sua mente, arrivando alla conclusione di vivere una vita pilotata in maniera asfissiante, su binari frenetici che le hanno fatto dimenticare il cantiere più importante, quello della sua persona. Sostanzialmente tutto l'immaginario del gioco ruota intorno a questo nucleo tematico, e vederlo sviluppato con soluzioni spesso potenti e a volte struggenti è forse il piacere maggiore che l'intero titolo può regalare. Bellissima è la rappresentazione del sangue come potere immanente che sovrasta qualsiasi scenario di fuga, così come il successo nella distruzione dei propri miti possibile soltanto una volta raggiuntili. Le parti liriche di maggior impatto sono probabilmente i dialoghi alla fine di ogni livello tra la ragazza appena risvegliatasi in ospedale e quello che presumibilmente è il suo compagno, più volte ricorrente nei sogni come coadiuvatore dell'intrappolamento nella società e della predeterminazione: singolarmente emozionante è la consapevolezza che persino il pensare a stare bene è il percorso scelto per te da altri, che però non toglie alla protagonista la domanda cruciale "Cosa devo fare?", che risulta quasi come un grido d'aiuto di chi pur di fuggire dalla strada canonica è arrivato persino a pensare di fuggire dalla vita. A proposito dei dialoghi, le due voci recitanti risultano veramente stranianti. In un primo momento le interpreteresti come limitate da una padronanza dell'inglese non nativa, ma scendendo nel fondo della storia non si può fare a meno di notare una coerente monotonia nell'enunciato, una specie di emotività sterilizzata che sicuramente nel progetto globale deve far da pendant all'ambientazione dell'ospedale. Piuttosto mal realizzato è il finale, con l'attrice totalmente incapace di veicolare senza un'interpretazione forzatissima lo stato d'animo della protagonista. In definitiva Trauma è una produzione molto "seria", che non indulge in achievement o carte collezionabili. Ha dalla sua una originale natura fortemente sperimentale realizzata con cura nella componente di navigazione degli ambienti, che, sebbene statici, riescono a risultare avvolgenti e coinvolgenti. E' invece abbastanza carente nella varietà dei messaggi di fondo e, come ho già accennato, nel finale. Alle 16 "conclusioni" da cercare si devono aggiungere parecchie "foto dentro le foto" da ottenere in qualità di collezionabili scandagliando gli ambienti: tutta l'esperienza si completa senza problemi in un'ora e mezza-due. Non è qualcosa che definirei memorabile, ma sicuramente un piacevole arricchimento della vostra concezione di videogioco.
Glitch
1.6 hrs
Pubblicata: 19 agosto 2014
Consigliato a chi adora i Punta e clicca. Le prospettive che cambiano e la storia ti trattengono per un bel po'. Il risultato finale è ottimo.
Croma.Dormiente
0.1 hrs
Pubblicata: 19 giugno 2014
ATTENZIONE!
Questo è un titolo molto complicato da recensire, poichè dipende tutto dal gusto personale!!

L'idea di base è buona, un'avventura punta e clicca che ci trascina nel trauma di questa ragazza a seguito di un incidente stradale. Purtroppo il progetto risulta più che altro artistico piuttosto che videoludico, l'aspetto tecnico è ben curato e con una buona atmosfera (la grafica non è altro che una serie di foto e video), ma non si riesce a venire coinvolti e dopo una o due ore il "gioco" non avrà più molto da offrire.

Voto (secondo me):

4.5 / 10
...un vero peccato, perché con un po' di lavoro in più sarebbe potuto essere molto interessante!
FaseRem
0.9 hrs
Pubblicata: 30 dicembre 2013
Più che un’esperienza videoludica è una sorta di viaggio mentale nella psiche della protagonista, la quale sembrerebbe in coma a seguito di un incidente d’auto. E questo non lo si evince chiaramente giocando, se non alla fine di ogni ‘sogno’, dove vediamo appunto la donna in procinto di risvegliarsi in una camera d’ospedale.

Vi sono in tutto 5 scenari/sogni/viaggi interiori, in ognuno dei quali veniamo a conoscenza, tramite il ritrovamento di scatti di polaroid e stesso tramite l’ascolto di pensieri del personaggio, di alcuni pezzi della nostra infanzia e vita.
A conti fatti è un punta e clicca a tutti gli effetti e lo scenario di gioco consiste in una serie di fotografie (anche muovendoci nell’ambiente, sentiamo il classico ‘click’ di una macchina fotografica). La lingua è esclusivamente inglese (e non ci sono conversioni in giro), mentre possiamo scegliere tra una varia gamma di sottotitoli, tra cui l’inglese ma non l’italiano appunto.
Ad ogni modo è di facile comprensione. C’è da dire che perfino io, essendo una capra in materia, ho avuto ben poche difficoltà di traduzione. In effetti i momenti parlati sono davvero minimi, ma… fanno effetto. Anche per il tono di voce usato. Mah, non vi so spiegare sinceramente. Fatto sta che questo è uno dei dettagli che insieme ad altri, come il comparto audio che è ineccepibile, è capace di rendere l’atmosfera ricreata ad hoc. In tutti gli scenari regna questa ‘calma’ e si ha proprio la sensazione che galleggiamo in un tempo e in uno spazio sospesi che sappiamo essere solo nostri (l’esperienza onirica in fondo di chi dev’essere, se non della protagonista? ù.ù)
Il nostro scopo è appunto quello di ritrovare il ‘modo’ per uscire dalla stasi dello scenario, riproducendo con il mouse dei simboli che troviamo disseminati nel gioco (negli scatti di polaroid) in punti ben precisi del luogo.
La durata è molto breve, ma non può essere sicuramente altrimenti. C’è da dire comunque che è abbastanza rigiocabile, in quanto possiamo spremerci nel trovare tutti gli scatti di polaroid e magari vedere i 3 finali diversi di ogni scenario. Contando poi che è un gioco in digital delivery che personalmente ho preso a 1,25 euro con gli sconti di Steam (ma è un gioco che avevo adocchiato già da un po’), sinceramente credo ne valga la pena. E’ una cosa decisamente diversa rispetto a quanto si trova in giro.
Lone Wanderer
2.1 hrs
Pubblicata: 23 dicembre 2013
2deep4me

nice experience, you can 100% in like 2 hours max. as i said, very deep. tha gameplay is enganging tho, i wasnt bored. if its discounted you can buy it, if you're interested in narration driven games like gone homo, dear esther, etc
Gesù Cristo
2.1 hrs
Pubblicata: 23 dicembre 2012
Particolarissimo e affascinante. Non adatto a tutti però. A me piace molto. Consiste nell'analizzare immagini molto particolari e di risolvere al loro interno dei puzzle.
Si gioca utilizzando esclusivamente il mouse per eseguire qualunque azione.
somethingwickedita
1.7 hrs
Pubblicata: 24 dicembre 2011
Brevissimo ma con un game play carino e immersivo.
Recensioni più utili  Complessivamente
4 persone su 4 (100%) hanno trovato questa recensione utile
Consigliato
0.1 ore in totale
Pubblicata: 16 ottobre 2015
Uhm, gioco strano e concettuale, a memoria uno dei primi di questo tipo (poi evoluti in Dear Esther e roba simile).
Comunque, la storia non è su PK o gli Evroniani, bensì su una tizia che ha un incidente in macchina ed è in ospedale, e durante la convalescenza fa questi strani sogni in cui cerca di raccogliere frammenti della propria memoria. Sì, è uno di quei giochi con le frasi a caso e la libera interpretazione.

Ci sono 4 livelli, ognuno formato da qualche decina di fotografie di un luogo. Cliccando nelle varie direzioni si passa a un'altra angolazione, un po' come in Google Maps. In ogni livello ci sono nascoste 9 polaroid, alcune con ricordi della tizia e altre con indizi riguardanti gli altri livelli. Durante il gioco si imparano anche dei glifi da tracciare col mouse, che servono sia a spostare la visuale (per scoprire magari angolazioni nuove) che a far succedere cose speciali se disegnati nel luogo giusto. Ogni livello ha un finale normale, più altri tre che possono essere ottenuti usando alcuni glifi su determinate schermate, e come detto gli indizi si trovano sulle polaroid negli altri livelli.

Non dura molto più di un'oretta scarsa (anche se Steam mi segna ben 5 minuti), forse qualcosa in più per ottenere tutti i finali (che sbloccano l'epilogo vero), ma niente di che. Visto che è così particolare è difficile da valutare o consigliare, ma a pochi centesimi diciamo di sì, l'uso delle fotografie è un esperimento curioso ma limitato, sarebbe stato interessante vederlo sviluppato meglio.
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
3 persone su 3 (100%) hanno trovato questa recensione utile
Consigliato
2.1 ore in totale
Pubblicata: 23 dicembre 2013
2deep4me

nice experience, you can 100% in like 2 hours max. as i said, very deep. tha gameplay is enganging tho, i wasnt bored. if its discounted you can buy it, if you're interested in narration driven games like gone homo, dear esther, etc
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
1 persone su 1 (100%) hanno trovato questa recensione utile
Consigliato
0.9 ore in totale
Pubblicata: 30 dicembre 2013
Più che un’esperienza videoludica è una sorta di viaggio mentale nella psiche della protagonista, la quale sembrerebbe in coma a seguito di un incidente d’auto. E questo non lo si evince chiaramente giocando, se non alla fine di ogni ‘sogno’, dove vediamo appunto la donna in procinto di risvegliarsi in una camera d’ospedale.

Vi sono in tutto 5 scenari/sogni/viaggi interiori, in ognuno dei quali veniamo a conoscenza, tramite il ritrovamento di scatti di polaroid e stesso tramite l’ascolto di pensieri del personaggio, di alcuni pezzi della nostra infanzia e vita.
A conti fatti è un punta e clicca a tutti gli effetti e lo scenario di gioco consiste in una serie di fotografie (anche muovendoci nell’ambiente, sentiamo il classico ‘click’ di una macchina fotografica). La lingua è esclusivamente inglese (e non ci sono conversioni in giro), mentre possiamo scegliere tra una varia gamma di sottotitoli, tra cui l’inglese ma non l’italiano appunto.
Ad ogni modo è di facile comprensione. C’è da dire che perfino io, essendo una capra in materia, ho avuto ben poche difficoltà di traduzione. In effetti i momenti parlati sono davvero minimi, ma… fanno effetto. Anche per il tono di voce usato. Mah, non vi so spiegare sinceramente. Fatto sta che questo è uno dei dettagli che insieme ad altri, come il comparto audio che è ineccepibile, è capace di rendere l’atmosfera ricreata ad hoc. In tutti gli scenari regna questa ‘calma’ e si ha proprio la sensazione che galleggiamo in un tempo e in uno spazio sospesi che sappiamo essere solo nostri (l’esperienza onirica in fondo di chi dev’essere, se non della protagonista? ù.ù)
Il nostro scopo è appunto quello di ritrovare il ‘modo’ per uscire dalla stasi dello scenario, riproducendo con il mouse dei simboli che troviamo disseminati nel gioco (negli scatti di polaroid) in punti ben precisi del luogo.
La durata è molto breve, ma non può essere sicuramente altrimenti. C’è da dire comunque che è abbastanza rigiocabile, in quanto possiamo spremerci nel trovare tutti gli scatti di polaroid e magari vedere i 3 finali diversi di ogni scenario. Contando poi che è un gioco in digital delivery che personalmente ho preso a 1,25 euro con gli sconti di Steam (ma è un gioco che avevo adocchiato già da un po’), sinceramente credo ne valga la pena. E’ una cosa decisamente diversa rispetto a quanto si trova in giro.
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
1 persone su 2 (50%) hanno trovato questa recensione utile
Consigliato
2.1 ore in totale
Pubblicata: 23 dicembre 2012
Particolarissimo e affascinante. Non adatto a tutti però. A me piace molto. Consiste nell'analizzare immagini molto particolari e di risolvere al loro interno dei puzzle.
Si gioca utilizzando esclusivamente il mouse per eseguire qualunque azione.
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
Consigliato
1.6 ore in totale
Pubblicata: 19 agosto 2014
Consigliato a chi adora i Punta e clicca. Le prospettive che cambiano e la storia ti trattengono per un bel po'. Il risultato finale è ottimo.
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
Sconsigliato
0.1 ore in totale
Pubblicata: 19 giugno 2014
ATTENZIONE!
Questo è un titolo molto complicato da recensire, poichè dipende tutto dal gusto personale!!

L'idea di base è buona, un'avventura punta e clicca che ci trascina nel trauma di questa ragazza a seguito di un incidente stradale. Purtroppo il progetto risulta più che altro artistico piuttosto che videoludico, l'aspetto tecnico è ben curato e con una buona atmosfera (la grafica non è altro che una serie di foto e video), ma non si riesce a venire coinvolti e dopo una o due ore il "gioco" non avrà più molto da offrire.

Voto (secondo me):

4.5 / 10
...un vero peccato, perché con un po' di lavoro in più sarebbe potuto essere molto interessante!
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
Consigliato
1.7 ore in totale
Pubblicata: 24 dicembre 2011
Brevissimo ma con un game play carino e immersivo.
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
Consigliato
0.5 ore in totale
Pubblicata: 15 ottobre 2015
lol
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente
Consigliato
1.9 ore in totale
Pubblicata: 30 aprile 2015
Trauma è un esperimento videoludico nato a Colonia, Germania qualche anno fa come parte di una tesi universitaria. Si tratta, come qualcuno ha già fatto notare, di una specie di slideshow interattiva di foto rigorosamente notturne, con cappello e conclusioni di ciascun livello costruite tramite brevi filmati live action. Il giocatore si trova a muoversi nelle ricostruzioni fatte appunto a "istantanee" dei sogni ricorrenti di una giovane studentessa rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, durante la sua convalescenza in ospedale. Si è costretti, per giungere ai quattro finali di ciascuno dei quattro livelli onirici, a ragionare metaforicamente, e a interagire con gli elementi materiali dello scenario interpretandoli come simboli della psicologia della ragazza: evocativamente, oltre alle azioni di movimento, le modalità di interazione sono il taglio, il "gorgo" che risucchia intere parti delle foto, il marchio (un "timbro" personale") e la delineazione degli individui. Tramite queste quattro (di nuovo, non credo sia una coincidenza ma non riesco neanche a capire) possibilità la ragazza farà chiarezza nella sua mente, arrivando alla conclusione di vivere una vita pilotata in maniera asfissiante, su binari frenetici che le hanno fatto dimenticare il cantiere più importante, quello della sua persona. Sostanzialmente tutto l'immaginario del gioco ruota intorno a questo nucleo tematico, e vederlo sviluppato con soluzioni spesso potenti e a volte struggenti è forse il piacere maggiore che l'intero titolo può regalare. Bellissima è la rappresentazione del sangue come potere immanente che sovrasta qualsiasi scenario di fuga, così come il successo nella distruzione dei propri miti possibile soltanto una volta raggiuntili. Le parti liriche di maggior impatto sono probabilmente i dialoghi alla fine di ogni livello tra la ragazza appena risvegliatasi in ospedale e quello che presumibilmente è il suo compagno, più volte ricorrente nei sogni come coadiuvatore dell'intrappolamento nella società e della predeterminazione: singolarmente emozionante è la consapevolezza che persino il pensare a stare bene è il percorso scelto per te da altri, che però non toglie alla protagonista la domanda cruciale "Cosa devo fare?", che risulta quasi come un grido d'aiuto di chi pur di fuggire dalla strada canonica è arrivato persino a pensare di fuggire dalla vita. A proposito dei dialoghi, le due voci recitanti risultano veramente stranianti. In un primo momento le interpreteresti come limitate da una padronanza dell'inglese non nativa, ma scendendo nel fondo della storia non si può fare a meno di notare una coerente monotonia nell'enunciato, una specie di emotività sterilizzata che sicuramente nel progetto globale deve far da pendant all'ambientazione dell'ospedale. Piuttosto mal realizzato è il finale, con l'attrice totalmente incapace di veicolare senza un'interpretazione forzatissima lo stato d'animo della protagonista. In definitiva Trauma è una produzione molto "seria", che non indulge in achievement o carte collezionabili. Ha dalla sua una originale natura fortemente sperimentale realizzata con cura nella componente di navigazione degli ambienti, che, sebbene statici, riescono a risultare avvolgenti e coinvolgenti. E' invece abbastanza carente nella varietà dei messaggi di fondo e, come ho già accennato, nel finale. Alle 16 "conclusioni" da cercare si devono aggiungere parecchie "foto dentro le foto" da ottenere in qualità di collezionabili scandagliando gli ambienti: tutta l'esperienza si completa senza problemi in un'ora e mezza-due. Non è qualcosa che definirei memorabile, ma sicuramente un piacevole arricchimento della vostra concezione di videogioco.
Questa recensione ti è stata utile? No Divertente