Why save the world when you can conquer it? In EvilQuest, take on the role of Galvis — a dark knight obsessed with ultimate power. Set out on a quest of revenge,destruction and conquest in this exciting retro Action RPG title.
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Recenti:
Perlopiù positiva (10 recensioni) - 70% delle 10 recensioni degli utenti pubblicate negli ultimi 30 giorni sono positive.
Complessivamente:
Molto positiva (529 recensioni) - 529 recensioni degli utenti (88%) per questo gioco sono positive.
Data di rilascio: 20 feb 2014

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Recensioni

“Xbox Live Indie Game Of The Week”
Dealspwn

“The real prize of EvilQuest are the numerous boss battles you’ll engage in.”
4/5 – The Indie Mine

“If you’re even slightly interested in action-RPGs, EvilQuest deserves your attention. - See more at: http://www.extraguy.com/2012/01/evilquest-review-misanthropic-bliss/#sthash.wlUXVycl.dpuf”
A - Must Play – Extra Guy

Informazioni sul gioco

Why save the world when you can conquer it? In EvilQuest, take on the role of Galvis — a dark knight obsessed with ultimate power. Set out on a quest of revenge,destruction and conquest in this exciting retro Action RPG title. Along the way you’ll unlock ancient mysteries, discover legendary weapons, relics and magic…and of course kill thousands of those foolish enough to stand in your way!

EvilQuest features a wide variety of environments, enemies, and boss creatures – all created in retro style with 100% original artwork, animation, and music. In addition to fighting monsters, Galvis will also terrorize the residents of several towns and must avoid imperial agents seeking to re-capture him.

The goal of the game is for Galvis to take revenge on his captors as well as unlock the secret power of four legendary seals. Players will find a variety of weapons, items, and magic spells to increase their power as they play through the quest. The game also allows the player to customize areas of proficiency during level-ups by assigning points to particular attributes.

Key Features

  • dark and genre-defying dialogue and story
  • Fast-paced action-RPG gameplay
  • retro-style original graphics
  • original musical score
  • game world full of mysteries and twists to explore
  • multiple levels of melee attack through weapon charging system
  • 15 unique dungeon levels and overworld areas
  • 14 different spells with a variety of purposes and effects
  • 10 challenging boss fights
  • Dozens of pieces of equipment and items to discover

Requisiti di sistema

    Minimi:
    • Sistema operativo: Windows XP, Vista, 7
    • Processore: 1.6 Ghz or higher
    • Memoria: 1 GB di RAM
    • Scheda video: DirectX 9.0c compatible
    • DirectX: Versione 9.0c
    • Memoria: 200 MB di spazio disponibile
    • Scheda audio: DirectX 9.0c compatible
Recensioni dei giocatori
Sistema delle recensioni degli utenti aggiornato! Ulteriori informazioni
Recenti:
Perlopiù positiva (10 recensioni)
Complessivamente:
Molto positiva (529 recensioni)
Pubblicate di recente
ColeBlack7
4.3 hrs
Pubblicata: 11 marzo 2014
Dalla mia recensione su The Shelter: http://theshelternetwork.com/evilquest/

Nonostante sia dai tempi di Dungeon Keeper che i videogiochi mi hanno concesso sovente la possibilità di calarmi nei pixel del villain della situazione, credo che ci sia qualcosa di estremamente affascinante nell’essere i “cattivi” della storia. Probabilmente psicologi o analisti sapranno dirvi di più in merito, ma siamo su The Shelter e io sono qui per parlavi di EvilQuest, titolo di Chaosoft Games uscito su Xbox Live e recentemente riproposto su Steam, che rappresenta la mia ultima scorribanda da malvagio videoludico.

L’incipit è di quelli semplici semplici: nell’eterna lotta tra il Bene e il Male, Dio sconfigge il signore della Malvagità Tasrael, distrugge la sua portentosa Ascia del Caos e con quattro sigilli separa la sua residenza – l’Astral Plane – dal mondo terreno. Diversi anni dopo Galvis, un emulo di Attila dalla pelata degna del miglior Mastro Lindo, decide di fare a pezzi il mondo e assoggettarlo ai suoi piedi. Il tradimento di un suo luogotenente, con conseguenti diversi anni di prigionia, sarà il pretesto narrativo che porterà il nostro glabro guerrafondaio a giurare morte e agonia per tutti gli abitanti del pianeta e per Dio stesso che l’ha creato. Come? Ma ricomponendo l’Ascia del Caos e rompendo i sigilli dell’Astral Plane, ovvio. Vi ricorda qualcosa? Ma un Zelda all’incontrario, ovvio.

Ed è tutto infatti molto ovvio in EvilQuest, ai limiti dello scialbo. Siamo di fronte a una sorta di Ys, ma dalla parte del cattivo, realizzato molto probabilmente con RPG Maker, che non è certamente il tool più potente del mondo, ma non per questo rende perdonabile un aspetto grafico davvero spoglio, con animazioni quasi nulle e stilisticamente povero e disomogeneo. Ciò che infastidisce di più al riguardo è la sensazione di riciclo perenne: le ambientazioni e i nemici del gioco si differenziano sostanzialmente solo per i colori, con una varietà rasente lo zero assoluto. Insomma: è tutto un palette swap che nemmeno i millemila ninja di Ultimate Mortal Kombat 3. Il sonoro alterna invece effetti basilari ad alcuni brani davvero niente male: su tutti è da segnalare quello dell’open world, che ti entra in testa e non ti abbandona più per le circa cinque ore che serviranno per giungere ai titoli di coda.

Ma i problemi di EvilQuest non si limitano all’aspetto tecnico: il gioco di Chaosoft pecca infatti di una parte ludica talmente naif che potrebbe quasi essere primitiva. Non ho nulla in contrario alle meccaniche retro, anzi: ma in un gioco che basa quasi tutto il suo essere sull’azione – vista la pressoché totale assenza di enigmi nei piattissimi dungeon proposti – non sono perdonabili problemi di collisione e nemici con pattern d’attacco inutili. Spesso capita, soprattutto contro i boss o mob capaci di utilizzare magie, di perdere energia anche quando ci si trova a svariati pixel di distanza; gli avversari dotati di soli attacchi melee invece fanno sì molto male, ma il più delle volte o camminano imberbi per fatti loro sulla mappa o non fanno altro che vagare come palline da flipper fin quando non impatteranno sulla faccia del cattivissimo Galvis. Se non fosse per la necessità di uccidere gente per guadagnare punti esperienza e salire di livello, potendo così aumentare le statistiche del nostro pelato avatar virtuale, si potrebbe tranquillamente giungere alla fine del gioco saltando e correndo in giro senza abbattere nessuno se non i boss di fine dungeon. Il sistema di combattimento, complici le collisioni di cui sopra, non invoglia allo scontro: il più delle volte la tattica migliore si rivela quella di muoversi in tondo per evitare i nemici, aspettare che la barra dei Magic Points sia piena e infine utilizzare una magia ad ampia area d’effetto, appiattendo così anche la bagarre più concitata.

Questi difetti minano di fatto un gioco che avrebbe nel suo concept tutte le carte in regola per essere genuinamente divertente; alcune boss battle ben realizzate e una vena demenziale e autoironica appena abbozzate non riescono a salvare un titolo fin troppo semplice, dalle modeste ambiziosi ma dall’altrettanto modesta realizzazione. Costa solo 2€, è vero, ma su Steam è possibile trovare di meglio. Sì, anche a quel prezzo. Speriamo che il già annunciato seguito sappia migliorare la formula attuale, che è degna al massimo di un bambino un po’ dispettoso, più che di un vero Signore del Male.
Recensioni più utili  Complessivamente
7 persone su 8 (88%) hanno trovato questa recensione utile
Sconsigliato
4.3 ore in totale
Pubblicata: 11 marzo 2014
Dalla mia recensione su The Shelter: http://theshelternetwork.com/evilquest/

Nonostante sia dai tempi di Dungeon Keeper che i videogiochi mi hanno concesso sovente la possibilità di calarmi nei pixel del villain della situazione, credo che ci sia qualcosa di estremamente affascinante nell’essere i “cattivi” della storia. Probabilmente psicologi o analisti sapranno dirvi di più in merito, ma siamo su The Shelter e io sono qui per parlavi di EvilQuest, titolo di Chaosoft Games uscito su Xbox Live e recentemente riproposto su Steam, che rappresenta la mia ultima scorribanda da malvagio videoludico.

L’incipit è di quelli semplici semplici: nell’eterna lotta tra il Bene e il Male, Dio sconfigge il signore della Malvagità Tasrael, distrugge la sua portentosa Ascia del Caos e con quattro sigilli separa la sua residenza – l’Astral Plane – dal mondo terreno. Diversi anni dopo Galvis, un emulo di Attila dalla pelata degna del miglior Mastro Lindo, decide di fare a pezzi il mondo e assoggettarlo ai suoi piedi. Il tradimento di un suo luogotenente, con conseguenti diversi anni di prigionia, sarà il pretesto narrativo che porterà il nostro glabro guerrafondaio a giurare morte e agonia per tutti gli abitanti del pianeta e per Dio stesso che l’ha creato. Come? Ma ricomponendo l’Ascia del Caos e rompendo i sigilli dell’Astral Plane, ovvio. Vi ricorda qualcosa? Ma un Zelda all’incontrario, ovvio.

Ed è tutto infatti molto ovvio in EvilQuest, ai limiti dello scialbo. Siamo di fronte a una sorta di Ys, ma dalla parte del cattivo, realizzato molto probabilmente con RPG Maker, che non è certamente il tool più potente del mondo, ma non per questo rende perdonabile un aspetto grafico davvero spoglio, con animazioni quasi nulle e stilisticamente povero e disomogeneo. Ciò che infastidisce di più al riguardo è la sensazione di riciclo perenne: le ambientazioni e i nemici del gioco si differenziano sostanzialmente solo per i colori, con una varietà rasente lo zero assoluto. Insomma: è tutto un palette swap che nemmeno i millemila ninja di Ultimate Mortal Kombat 3. Il sonoro alterna invece effetti basilari ad alcuni brani davvero niente male: su tutti è da segnalare quello dell’open world, che ti entra in testa e non ti abbandona più per le circa cinque ore che serviranno per giungere ai titoli di coda.

Ma i problemi di EvilQuest non si limitano all’aspetto tecnico: il gioco di Chaosoft pecca infatti di una parte ludica talmente naif che potrebbe quasi essere primitiva. Non ho nulla in contrario alle meccaniche retro, anzi: ma in un gioco che basa quasi tutto il suo essere sull’azione – vista la pressoché totale assenza di enigmi nei piattissimi dungeon proposti – non sono perdonabili problemi di collisione e nemici con pattern d’attacco inutili. Spesso capita, soprattutto contro i boss o mob capaci di utilizzare magie, di perdere energia anche quando ci si trova a svariati pixel di distanza; gli avversari dotati di soli attacchi melee invece fanno sì molto male, ma il più delle volte o camminano imberbi per fatti loro sulla mappa o non fanno altro che vagare come palline da flipper fin quando non impatteranno sulla faccia del cattivissimo Galvis. Se non fosse per la necessità di uccidere gente per guadagnare punti esperienza e salire di livello, potendo così aumentare le statistiche del nostro pelato avatar virtuale, si potrebbe tranquillamente giungere alla fine del gioco saltando e correndo in giro senza abbattere nessuno se non i boss di fine dungeon. Il sistema di combattimento, complici le collisioni di cui sopra, non invoglia allo scontro: il più delle volte la tattica migliore si rivela quella di muoversi in tondo per evitare i nemici, aspettare che la barra dei Magic Points sia piena e infine utilizzare una magia ad ampia area d’effetto, appiattendo così anche la bagarre più concitata.

Questi difetti minano di fatto un gioco che avrebbe nel suo concept tutte le carte in regola per essere genuinamente divertente; alcune boss battle ben realizzate e una vena demenziale e autoironica appena abbozzate non riescono a salvare un titolo fin troppo semplice, dalle modeste ambiziosi ma dall’altrettanto modesta realizzazione. Costa solo 2€, è vero, ma su Steam è possibile trovare di meglio. Sì, anche a quel prezzo. Speriamo che il già annunciato seguito sappia migliorare la formula attuale, che è degna al massimo di un bambino un po’ dispettoso, più che di un vero Signore del Male.
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